Ieri ricorreva il quinto anniversario della scomparsa di Fabrizio Caccioppoli, per molti anni giudice presso il nostro Tribunale, arrivato da Sassari, ove ricopriva il ruolo di Giudice di Sorveglianza.

Seppure originario di Roma, decise insieme alla moglie Camilla di fermarsi qui da noi e come si dice “mettere su famiglia”.  Non è solo per questo che gli abbiamo voluto bene e ne vogliamo alla Sua Famiglia.

Chi ha conosciuto Fabrizio (che, come aveva argutamente scritto Davide Del Popolo, consideravi un amico anche se non ci avevi mai preso neppure un caffè insieme) non ha potuto che apprezzarne le doti di uomo e di magistrato, che, dacché si è occupato del penale come giudice monocratico, ha sempre giudicato con compassione, che non vuol dire certo con lassismo ma ricercando sempre le ragioni che avevano indotto al crimine, per irrogare, quando era il caso, la pena ritenuta giusta. E’ stata ed è una grande perdita, per la comunità ove risiedeva e per la comunità che gravita intorno agli Uffici Giudiziari di Cuneo.

Quando aveva saputo del mio passato ruolo nel Consiglio di Disciplina, ci eravamo trovati a considerare quanto sarebbe stato bello se ad amministrare la giustizia disciplinare per avvocati e magistrati vi fosse stato un unico organismo, costituito paritariamente da rappresentanti delle due categorie, con un presidente appartenente alla categoria diversa da quello del soggetto incolpato. Non so se sarà mai realizzato ma personalmente mi confortava che vi fosse un magistrato che al proposito la pensava come me.

Per ricordarlo più spesso, il Consiglio dell’Ordine ha stabilito di costituire, con il consenso della Famiglia il “Centro Fabrizio Caccioppoli per lo studio dei rapporti tra magistratura ed avvocatura nell’ottica del loro miglioramento”. Ci è sembrato un modo di pensare a lui e di cercare di realizzare almeno qualcuno dei presupposti di quel sogno comune. L’indipendenza della Magistratura è un valore che deve vedere gli Avvocati in prima linea per cercare di impedire che iniziative affrettate possano pregiudicarne l’effettività. La Magistratura deve sapere che quando interloquisce con un avvocato, dialoga con un soggetto affidabile ed i Consigli dell’Ordine ed i Consigli di Disciplina debbono massimamente impegnarsi perché quella fiducia sia meritata.

Dopo la pausa estiva organizzeremo un evento per la presentazione del centro, al quale auspichiamo che vorranno fornire il Loro contributo anche i Magistrati.

Allo scopo copia di questo ricordo verrà inviata anche al Presidente del Tribunale ed al Procuratore della Repubblica.

Chiudo riportando la conclusione di una tenerissima lettera che il Presidente della Corte d’Appello di Torino nel momento in cui Fabrizio scomparve, Arturo Soprano, indirizzò al Dott. Tetamo, che in allora reggeva la presidenza del nostro Tribunale:

“E’ certamente lodevole l’iniziativa assunta dai magistrati del Tribunale di Cuneo di ricordare Fabrizio  Caccioppoli in un’aula del Suo Tribunale indossando la toga, quella bella toga che rende tutti uguali,  avvocati e magistrati e che – come scriveva Piero Calamandrei – riduce chi la indossa a difesa del diritto”.

Quell’Aula, come tutti sappiamo, ove Fabrizio dispensava una giurisdizione gentile, è ora intitolata a Lui.

A Camilla ed ai Loro figli la vicinanza affettuosa degli avvocati di Cuneo nell’anniversario di quel doloroso momento.

 

IL PRESIDENTE

Avv. Claudio MASSA

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