Tu sei qui: Portale Comunicati/circolari Newsletter Ordine Avvocati Cuneo XXX CONGRESSO FORENSE
Navigazione
« maggio 2012 »
maggio
lumamegivesado
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031
Accedi


Hai dimenticato la tua password?
 

XXX CONGRESSO FORENSE


02/12/2010

Cari Colleghi,

nei giorni 25,26 e 27 novembre Bruno Mellano, quale Vostro delegato, ed io, delegato di diritto in quanto Presidente dell'Ordine, abbiamo vissuto a Genova quello che definirei il "congresso del malessere".

Il dato più evidente della tre giorni di relazioni, interventi e  mozioni si può infatti condensare nella sensazione che a Genova si è ritrovato un ceto professionale  in crisi e che , guardandosi allo specchio, non rintraccia più una riconoscibile identità.

Tre mi paiono, per sintetizzare, i nodi:

1) Una professione impoverita. Nonostante  la quota di PIL prodotto dagli avvocati continui ad essere ragguardevole  (circa lo 0,8%) l'eccesso numerico di professionisti, unito alla crisi,   fa sì che la professione legale  per molti colleghi e soprattutto per i giovani (categoria che in tal senso è ormai  tranquillamente dilatabile  fino ad oltre i quarant'anni) oggi sia scarsamente remunerativa. Il reddito medio (IRPEF) degli iscritti alla Cassa è pari ad euro 49.000, ma gli oltre settantamila avvocati iscritti agli albi e non alla Cassa sono in buona parte professionisti che producono un reddito al di sotto del minimo soggettivo ; il dato medio,inoltre, se disaggregato, evidenzia come il reddito dei giovani sia in realtà intorno ai 25.000 euro.

2)Una professione divisa. I dati reddituali mostrano profonde differenze fra giovani e anziani , fra Nord e Sud, fra donne e uomini, così come è radicalmente differente il modo di lavorare nei  grandi studi metropolitani e  in quelli monoprofessionali di provincia. Oggi è difficile percepire un ceto professionale unitario e dotato di identità condivisa, il che si riflette anche sulla raoppresentanza forense.  Il Congresso ha evidenziato plasticamente la divaricazione  fra la rappresentanza istituzionale del CNF - giudicata da molti troppo moderata , soprattutto con riferimento alal vicenda della media-conciliazione - ed il braccio politico dell'OUA, barricadiero ed incline a toni estremisti.  Incarnati, gli organismi, da due leader diversissimi : un Guido Alpa fine giurista ma forse lontano dalle problematiche concrete della gra parte degli avvocati ed un Maurizio De Tilla grande tribuno e suscitatore di entusiasmi, ma portatore di un'immagine della professione meno aperta al nuovo.  La spaccatura  si è acuita nei giorni del Congresso ed è sbocciata nella notte delle mozioni,fra venerdì e sabato,  quando è circolata addirittura la voce  di mozioni di sfiducia incrociate fra i due organi. L'approvazione di una mozione sulle specializzazioni che era contro il potere regolamentare del CNF in materia è stato l'ultimo atto di un conflitto sotterraneo che a volte riemerge per poi essere sepolto sotto il (necessario) richiamo all'unità (almeno) di facciata.  Certo è che la divisione fra i vertici e fra questi e la base  costituisce un enorme ostacolo all'affermazione degli interessi della professione; così il ministro Alfano, nonostante la contestazione  dai toni inverecondi di parte della platea, è riuscito comunque a non cedere ed anzi ha ritorto abilmente su di noi le nostre mancanze, ripetendo più volte che lui trattava con i nostri vertici e che i nostri vertici li avevamo scelti noi.

3)Una professione impaurita. Impaurita di fronte alle novità di un mondo che cambia troppo in fretta e non sempre in meglio, di fronte ad una perdita di status , alla opinione non favorevole che sovente se ne ha , alla novità della media - conciliazione, vero spauracchio dell'avvocatura italiana del 2000. Sulle criticità della mediazione ho già avuto modo di esprimermi anche in occasioni di confronto pubblico, e del resto ognuno di noi è in grado di farlo; certamente , da Genova non è emersa alcuna possibilità di "mediare sulla mediazione"; il Governo, per bocca del Ministro, ha detto che non ci saranno rinvii nè modifiche al meccanismo dell'obbligatorietà, salvo in fine intervento, sotto i fischi, chiudere frettolosamente con la pronessa di un "tavolo" con CNF, OUA, magistrati e opposizioni in parlamento.  Ha anche detto che  non intendeva mettere risorse in una macchina, quella della giustizia, che non funziona, perchè sarebbero uno spreco. Vi lascio ogni commento.

Una nota positiva, infine. L'avvocatura piemontese - i delegati degli ordini, i colleghi iscritti a proprie spese, i presidenti, i delegati OUA, coordinati dal Presidente di Torino e dell'Unione Regionale Mario Napoli) ha dato al congresso una buona prova di sè, proponendo mozioni importanti (le metteremo sul sito) e dando prova di consapevolezza dei problemi, competenza e studio nel tentare di affrontarli, compostezza nella critica.

Fra l'altro abbiamo sottoscritto un documento di riprovazione nei confronti della contestazione ad Alfano, ribadendo che , soprattuto per la dignità ed il decoro che devono connotare la professione certi comportamenti non erano ammissibili nei confronti di un ministro della  Repubblica, e che il dissenso deve avere altre forme; mi è sembrato peraltro di rilevare , dal comportamento di ampi strati dell'avvocatura italiana, che non sarà breve la strada che porta all'unità e alla compiuta valorizzazione del ruolo della nostra professione in una società moderna.

Ciò non deve però indurci a ripiegare. La riforma, approvata al Senato con sospetto tempismo pochi giorni prima del congresso presenta molti aspetti positivi, ma deve ancora affrontare l'esame della Camera ed è forte il timore che l'approvazione così com'è o (magari!) con qualche miglioramento  possa diventare merce di scambio con l'acquiescemza sulla media - conciliazione. Ritrovare capacità propositiva e autorevolezza è assolutamente necessario per l'avvocatura italiana e può attuarsi solo con un forte rilancio di immagine che punti a valorizzare le specificità della nostra professione dalla deontologia al segreto professionale. A questo proposito, il CNF ha istituito una apposita commisione per l'immagine, il cui coordinamento è affidato al delegato del Piemonte Enrico Merli.

A noi tutti l'impegno di conformare i nostri comportamenti professionali a dignità autonomia, competenza e correttezza.

E a noi  tutti,  colleghi, buona fortuna .

                                                                     Claudio STRERI