DELIBERA DELL’ORDINE SU MEDIAZIONE E CONCILIAZIONE

01/07/2010

DELIBERA APPROVATA IL 29/06

Si invia per opportuna conoscenza la delibera che il Consiglio ha approvato nel corso della propria riunione del 29/06 scorso.

 

“Il Consiglio;

– udita la relazione del Presidente e visto il testo del Dlvo n. 28/2010;

– preso atto altresì della delibera dell’Assemblea degli iscritti in data 21.5.2010

– ritenuto  che il testo di legge  in questione, anziché introdurre un efficace  rimedio alle disfunzioni della giustizia civile, sia al contrario idoneo a generare disagio nell’amministrazione della giustizia  e confusione nel cittadino, oltre che  a rendere più difficile il rapporto tra cittadini e avvocati, disagio e confusione che trovano principale origine nell’aver previsto come obbligatoria la mediazione per la risoluzione delle controversie in materia civile e nel sostanziale oblio del ruolo del difensore, unica figura, al contrario, in possesso degli strumenti tecnici idonei per fornire al cittadino la necessaria assitenza nel momento delicato nel quale egli si trovi a dover risolvere controversie che incidono direttamente sulla sorte dei propri interessi, privandolo, sostanzialmente del dirittto di difesa costituzionalmente garantito;

– ritenuto che il decreto legislativo n. 28/10 costituisca strumento diretto a perseguire l’intento di restringere  sempre di più l’attività  dell’avvocato e di sempre maggiore emarginazione  del ruolo dell’Avvocatura dalle sedi  ove deve essere  resa ed amministrata la Giustizia, a favore di enti e figure indefinite anche  in termini di preparazione, professionalità e indipendenza;

– preso atto, infine, delle Deliberazioni dell’Unione Regionale dei Consigli dell’Ordine delPiemonte e della Valle D’Aosta, il cui tenore ritiene di condividere appieno;

All’unanimità

dichiara di Condividere

e sottoscrivere in toto il documento di dissenso approvato dall’Unione Regionale dei COnsigli dell’Ordine del Piemonte e della Valle D’Aosta in data 24 aprile 2010.

Si associa

all’invito rivolto  al Consiglio Nazionale Forense ed all’Organismo Unitario dell’Avvocatura affinché si attivino  per promuovere  ogni opportuna iniziativa  per addivenire alle prime, necessarie ed urgenti modificazioni del decreto legislativo 28/10.

esprima la più vibrata protesta

in relazione ai seguenti punti normativi introdotti dal testo del decreto de quo:

1-  art. 5 c.1  che pone in essere il tentativo obbligatorio  di conciliazione, che lungi dall’essere efficace strumento di risoluzione delle controversie avrà l’effetto di procrastinare i tempi del’azione giudiziaria  con ulteriore aggravio di costi in termini economici e di tempo per il cittadino;

2 – art. 4, comma 3, laddove viene prevista l’annullabilità  del mandato in caso di inadempimento del’avvocato all’obbligo di informazione in materia di media conciliazione;

3- la omissione di qualunque  previsione circa l’obbligatorietà dell’assistenza e della difesa tecnica dell’avvocato nel promuovere e portare a termine  il procedimneto di conciliazione.

Auspica

che il Governo e il Parlamento vogliano aprire un confronto  costruttivo  con l’Avvocatura al fine di reperire  soluzioni che possano realmente  conseguire gli effetti deflattivi  del contenzionso  nell’ottica della salvagiardia del diritto costituzionale di difesa  del cittadino anche in sede conciliativa.

Manda al segretario l’inoltro della presente delibera al Ministro della Giustizia,  al Consiglio nazionale Forense, all’Organismo Unitario della Avvocatura, al Presidente dell’Unione Regionale  dei Consigli Dell’Ordine di Piemonte e Valle D’Aosta, a tutti gli Ordini Forensi d’Italia e  a  tutti gli Iscritti del Foro di Cuneo.”

 

Il Segretario

Davide Del Popolo Riolo

 

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