Limiti del Patrocinio – Circolare n. 09-2008

Circolare n. 09-2008.doc

1. Consigliere di turno
Istituzione del servizio
Calendario della reperibilità

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cuneo nella seduta del 18.3.2008, nel dare concreto riscontro alla richiesta pervenuta dal C.N.F. in data 25.2.08 ha istituito la figura del “Consigliere di turno”, il quale, ogni due settimane, al mercoledì, dalle ore 11.00 alle ore 12,30, rende informazioni essenziali sul “servizio giustizia” (con esclusione di attività di consulenza legale) alla pubblica utenza.
Come comunicato ai mezzi di informazione, “scopo dell’iniziativa non è ovviamente rendere consulenza legale, attività che deve naturalmente restare appannaggio dei singoli professionisti, ma dare un primo sommario indirizzo al cittadino che debba usufruire del “servizio giustizia” e non possegga, per ragioni culturali o inesperienza, le essenziali nozioni al riguardo. È un’attività volontaria, che i singoli consiglieri dell’Ordine di Cuneo renderanno a turno, presso la sede del Consiglio, nei locali del Tribunale di Cuneo”

Calendario della reperibilità dei Consiglieri per il 2008:
09.04.2008 – Avv. ARCIDIACONO Paola
23.04.2008 – Avv. DEL POPOLO RIOLO Davide
14.05.2008 – Avv. DRAGO Fabrizio
28.05.2008 – Avv. FERRERO Alessandro
11.06.2008 – Avv. FUNGHINI Michele
25.06.2008 – Avv. MELLANO Bruno
09.07.2008 – Avv. OLIVERO Piergiorgio
23.07.2008 – Avv. RUSSO Paolo
10.09.2008 – Avv. STRERI Claudio
24.09.2008 – Avv. ARCIDIACONO Paola
08.10.2008 – Avv. DEL POPOLO RIOLO Davide
22.10.2008 – Avv. DRAGO Fabrizio
12.11.2008 – Avv. FERRERO Alessandro
26.11.2008 – Avv. FUNGHINI Michele
10.12.2008 – Avv. MELLANO Bruno

2. Attività della Commissione Formazione
FORMAZIONE
Registro della Formazione

Il Consiglio delibera, in ossequio a quanto previsto dall’art. 7 del Regolamento Formativo di questo Ordine, l’istituzione del “Registro della Formazione, in cui, a cura della Segreteria, verranno annotate le partecipazioni di ciascun iscritto agli eventi organizzati dall’Ordine, nonché agli altri eventi organizzati da terzi rispetto ai quali gli iscritti abbiano prodotto attestato di partecipazione od autocertificazione nei quali siano indicati: ente organizzatore, argomenti trattati, nominativo dei relatori, data e durata dell’evento”.

In detto registro dovranno dunque affluire tutti i certificati di accredito acquisiti dai Colleghi, i quali esibiranno pertanto alla Segreteria l’attestato in originale (che avranno cura di conservare) e ne forniranno copia per l’inserimento nel Registro così istituito.
Ai sensi dell’art. 8 del Regolamento, “ai fini della valutazione dell’adempimento dell’obbligo formativo ciascun avvocato iscritto all’Ordine di Cuneo deve depositare presso la sede del Consiglio, entro il 30 gennaio di ogni anno, a partire dall’anno 2009, una sintetica relazione che indichi il percorso formativo seguito nell’anno precedente. Entro il 30 aprile di ciascun anno il Consiglio provvede all’assegnazione dei crediti a ciascun iscritto derivanti dallo svolgimento delle attività formative dell’anno precedente ed al relativo aggiornamento del Registro della Formazione”.
3. Attività della Commissione Formazione
FORMAZIONE
Programma Anno Formativo 2008 – Variazione

L’incontro di studio su “Patti successori e patti di famiglia”, originariamente previsto per il 16.5.08, ore 15, è stato differito, per indisponibilità dei relatori, al 23.5.08, ore 15.00.
Relatori sono l’Avv. Antonino Restuccia di Milano ed il Notaio Luca Di Lorenzo di Piacenza.

4. Attività della Commissione Formazione
FORMAZIONE
Evento organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti

L’Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della Provincia di Cuneo organizza il convegno “NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO Novità introdotte dal d.lgs. 231/2007”
Cuneo, 21 Maggio 2008, ore 10,30 – 13,00
“Sala San Giovanni” – Via Roma, 4 – Cuneo
con la partecipazione di Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Cuneo, Alba, Mondovì e Saluzzo, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cuneo, Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria di Cuneo, Banca d’Italia
La partecipazione all’incontro è gratuita e darà diritto all’acquisizione di 3 crediti formativi professionali per Dottori Commercialisti, Notai e Avvocati.

5. Avvocati e Praticanti Avvocati
Obbligatorietà dell’uso della toga
Abbigliamento in udienza

Anche quest’anno, così come avvenuto nel 2007 (v. Circolare n. 8/2007), appare necessario rammentare a tutti i Colleghi ed ai Praticanti in particolare, l’obbligo di indossare la toga in occasione delle Udienze penali.
Con l’occasione si ricorda, altresì, l’opportunità di un abbigliamento consono alla dignità e al decoro della Professione Forense e degli Uffici Giudiziari nei quali operiamo.
Con l’auspicio, naturalmente, di non dover ripetere tale richiamo anche nel … 2009.

6. Praticanti Avvocati
Limiti del patrocinio

Per quanto concerne i Praticanti si invita a non dimenticare quelli che sono i limiti del patrocinio, la cui inosservanza determina l’inesistenza stessa dell’attività processuale svolta. Anche in questo caso si richiama il contenuto della Circolare n. 8/2007.
Si ritiene quindi di riportare, di seguito, la norma, seguita da un risalente, ma ancora attuale commento tratto da Il Sole 24 ore.

LIMITI DEL PATROCINIO

L. 16/12/1999 n. 47, così come modificata dal D.L. n. 82 del 07/04/2000, pubblicato sulla G.U. n. 83 dell’8.04.2000.

Art. 7.1. I praticanti avvocati, dopo il conseguimento dell’abilitazione al patrocinio, possono esercitare l’attività professionale ai sensi dell’art. 8 del regio decreto-legge 22 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36 e successive modificazioni, nelle cause di competenza del giudice di pace e dinanzi al tribunale in composizione monocratica, limitatamente:
a) negli affari civili:
1. alle cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore a lire cinquanta milioni;
2. alle cause per le azioni possessorie, salvo il disposto dell’art. 704 del codice di procedura civile, e per le denunce di nuova opera e di danno temuto, salvo il disposto dell’art. 688, secondo comma, del codice di procedura civile;
3. alle cause relative a rapporti di locazione e di comodato di immobili urbani e a quelle di affitto di azienda, in quanto non siano di competenza delle sezioni specializzate agrarie;
b) negli affari penali, alle cause per i reati previsti dall’articolo 550 del codice di procedura penale.

Art. 550 C.p.p.
1. Il pubblico ministero esercita l’azione penale, con la citazione diretta a giudizio quando si tratta di contravvenzioni, ovvero di delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni, anche congiunta a pena pecuniaria. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 415-bis. Per la determinazione della pena si osservano le disposizioni di cui all’articolo 4.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche quando si procede per uno dei seguenti reati:
a. violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall’articolo 336 del Codice penale;
b. resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall’articolo 337 del Codice penale;
c. oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell’articolo 343, secondo comma, del Codice penale;
d. violazione di sigilli aggravata a norma dell’articolo 349, secondo comma, del Codice penale;
e. rissa aggravata a norma dell’articolo 588, secondo comma, del Codice penale, con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime;
f. furto aggravato dell’articolo 625 del Codice penale;
g. ricettazione prevista dall’articolo 648 del Codice penale.
3. Se il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale con citazione diretta per un reato per il quale è prevista l’udienza preliminare e la relativa eccezione è proposta entro il termine indicato dall’articolo 491, comma 1, il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.

Da Il Sole 24 Ore n. 22 del 17.06.2000
Ridefinizione dell’ambito di esercizio della professione legale per i praticanti avvocati abilitati (D.L. 82/2000, art. 2-terdecies).

A seguito della soppressione dell’ufficio del pretore, innanzi al quale – unitamente al giudice di pace – potevano legittimamente esercitare la professione legale i praticanti avvocati abilitati al patrocinio, si era reso necessario un intervento legislativo che ridisegnasse l’ambito entro il quale consentire l’esordio nell’attività professionale legale.
Il legislatore del ’99 (articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 16 dicembre 1999, n. 479), fedele a un’intenzione di rinnovamento globale dell’attività giudiziaria, nell’ambito della quale la ripartizione delle competenze tra giudici monocratici e collegiali non riproponeva pedissequamente quella preesistente tra pretore e tribunale, era intervenuto con una disciplina complessa, anche in questo specifico settore.
E, infatti, preliminarmente aveva consentito l’esercizio dell’attività professionale dei praticanti avvocati abilitati esclusivamente dinanzi al tribunale in composizione monocratica, quindi nel campo penale aveva ulteriormente delimitato il campo d’azione alle cause per reati puniti con la pena detentiva non superiore a quattro anni, ovvero con pena pecuniaria sola o congiunta a quella detentiva prima indicata.
Una serie di deroghe tuttavia allargava questo ambito, per la verità un po’ angusto, in relazione a reati già tipicamente pretorili (resistenza a pubblico ufficiale, omicidio colposo, furto aggravato, ricettazione e altri).
La risultante era una disciplina che, seppur apprezzabile, per il tentativo di sintonizzarsi con la complessiva riforma, appariva oggettivamente farraginosa.
La scelta operata con il decreto legge 82/2000 di delimitare il campo professionale dei praticanti avvocati abilitati per relationem, mediante il richiamo all’articolo 550 del codice di procedura penale, risulta pertanto essenzialmente una scelta all’insegna della chiarezza, agganciata a un elemento fisso e di immediata percezione.
Il discrimen viene, infatti, individuato con riferimento alla modalità con cui è esercitata l’azione penale dal pubblico ministero, giacché l’esercizio professionale dei praticanti avvocati è consentito solo nei casi in cui si proceda innanzi al tribunale in composizione monocratica con citazione diretta.
Va tuttavia osservato che a tale scelta consegue una notevole riduzione, soprattutto sotto il profilo qualitativo, dell’ambito di esercizio dell’attività dei praticanti avvocati, poiché non compaiono più i reati di omicidio colposo, violazione di domicilio aggravata, truffa aggravata, maltrattamenti in famiglia e favoreggiamento.

7. Praticanti Avvocati
Compilazione libretto pratica

Si rammenta infine ai Praticanti la corretta compilazione del libretto attestante il tirocinio svolto, che deve indicare attività sia nell’ambito civile, che in quello penale.
È evidente che l’ignoranza in sede di verifica semestrale – spesso motivata con l’espressione ormai divenuta formulare “ma il mio dominus fa solo civile” o “solo penale” – non può mai essere scusata. Almeno altrettanto importante è, poi, la conoscenza delle norme deontologiche, che devono essere, sin dall’inizio dell’intrapreso percorso professionale, parte integrante del “bagaglio” culturale del futuro avvocato.
Un particolare richiamo, infine, a non autocertificare, al di fuori dei casi previsti dalla normativa vigente, la compiuta pratica, errore questo in cui molti aspiranti avvocati continuano a cadere.

Con cordiali saluti.
Il Consigliere Segretario
(Avv. Paolo Russo)

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