Tu sei qui: Portale Novità normative/giurisprudenziali e News NEWS LETTERA AI PARLAMENTARI DA PARTE DEL C.U.P.
Navigazione
« maggio 2012 »
maggio
lumamegivesado
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031
Accedi


Hai dimenticato la tua password?
 

LETTERA AI PARLAMENTARI DA PARTE DEL C.U.P.

Si pubblica, per opportuna conoscenza, quanto pervenuto al nostro CDO dall'Avv. Claudio Massa, Presidente della Consulta delle Professioni della Provincia di Cuneo (p.r.).

 


CONSULTA DELLE

PROFESSIONI

DELLA PROVINCIA DI CUNEO


SEDE LEGALE PIAZZA GALIMBERTI N. 7 – CUNEO C/O ORDINE AVVOCATI

TEL. 0171.692463 – FAX 0171.697728 – e-mail: avmassa@tin.it


ORDINE DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI

CIRCOSCRIZIONI TRIBUNALI CUNEO- ALBA- MONDOVI- SALUZZO



ORDINE MEDICI CHIRURGHI ED ODONTOIATRI PROVINCIA DI CUNEO



ORDINE FARMACISTI PROVINCIA DI CUNEO


ORDINE MEDICI VETERINARI PROVINCIA DI CUNEO Cuneo, li 11.11.2011


ORDINE INGEGNERI PROVINCIA DI CUNEO


ORDINE ARCHITETTI PIANIFICATORI PAESAGGISTI

E CONSERVATORI PROVINCIA DI CUNEO


ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO PROVINCIA DI CUNEO


ORDINE AVVOCATI DI CUNEO Ai Parlamentari eletti in circoscrizioni che

 

COLLEGIO DEI RERITI INDUSTRIALI E PERITI INDUSTRIALI

LAUREATI PROVINCIA DI CUNEO

comprendono la Provincia di Cuneo

COLLEGIO IPASVI PROVINCIA DI CUNEO


COLLEGIO GEOMETRI PROVINCIA DI CUNEO

LORO SEDI

COLLEGIO PROVINCIALE DEGLI AGROTECNICI E

AGROTECNICI LAUREATI PROVINCIA DI CUNEO


ORDINE INTERREGIONALE DEI CHIMICI0.


 

MAXIEMENDAMENTO ALLA C.D. “LEGGE DI STABILITA’’ RELATIVO ALLE PROFESSIONI INTELLETTUALI ORDINISTICHE

 

 

Faccio purtroppo seguito alla mia 23.08.2011, con la quale mi ero permesso di rivolgermi agli eletti nella circoscrizione che comprende la Provincia di Cuneo, per manifestare il disagio dei professionisti cuneesi o almeno di quelli che si risoconscono nell’associazione di ordini e collegi professionali che ho l’onore di presiedere, a fronte di progetti di riforma del comparto che ritenevo (e con me gli Ordini e Collegi aderenti) frutto di non completa informazione sui connotati del settore professionale italiano, ovvero di una distorta considerazione del problema, anche a seguito di campagne di stampa, forse orientate, portatrici di una visione interessatamente distorta, assolutamente manichea e penalizzante nei confronti dei professionisti intellettuali regolamentati italiani.

Ora, pressato dalle contingenze internazionali, l’esecutivo sembra intenzionato a fare ancora peggio rispetto a quanto per ben due volte legiferato per il comparto, predisponendo provvedimenti affrettati e basati su presunte sollecitazioni delle Istituzioni Europee e ciò senza apprezzabili vantaggi per la collettività.

La famosa lettera della B.C.E. tenuta a lungo riservata dal Governo, per quanto concerneva le professioni, si limitò ad un rapido accenno sulla necessità di un intervento sul comparto dei servizi, anche professionali.


Chi scrive, occupandosi oramai da quasi un ventennio della questione, ha avuto più volte l’impressione che coloro che si sono a vario titolo soffermati sul problema della riforma degli ordinamenti professionali, si siano espressi o in quanto animati da intenti partigiani di porre in atto le condizioni per un pesante intervento nel mercato di tali servizi o abbiano affrontato superficialmente il tema, senza una adeguata valutazione della situazione normativa del settore libero professionale italiano.




CONSULTA DELLE PROFESSIONI DELLA PROVINCIA DI CUNEO



Più volte negli ultimi mesi il Commissario Europeo agli affari economici, Olli Rehn, è anch’egli intervenuto, ribadendo la necessità di una liberalizzazione degli ordini e collegi professionali italiani.


I professionisti da tempo si chiedevano che cosa potesse ancora essere liberalizzato nel loro settore, eccezion fatta per la normativa sulle società tra professionisti in relazione alle quali, su ispirazione del Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, pende in Parlamento una proposta di legge che intenderebbe consentire la costituzione delle “società di lavoro professionale”, specifiche per l’esercizio delle professioni intellettuali.


Al momento della manovra di ferragosto, era parso che il legislatore intendesse adottare quella disciplina, che aveva il vantaggio di costituire un tipo specifico di società per i professionisti intellettuali, che ne salvaguardava l’autonomia, anche per contenere le partecipazioni di puro capitale di rischio, potenzialmente invasive anche nel campo deontologico, che costituisce lo specifico delle professioni intellettuali e che non deve essere sacrificato a logiche puramente economicistiche, salvo in quei settori di esercizio di attività professionale, soprattutto nell’area tecnica, che richiedono notevoli investimenti.


La vicenda ha assunto poi contorni kafkiani nel momento in cui, con l’invio della lettera che il Governo Italiano ha fatto pervenire alla U.E. a fine ottobre del 2011, l’esecutivo pareva intenzionato a ribadire quelle misure già contenute nel Decreto Legge 138/2011, che si ritenevano già più che sufficienti, compatibilmente con i limiti costituzionali, a costituire quella apertura liberalizzatrice, rivendicata, come detto, non sempre disinteressatamente alcune parti.


Nei chiarimenti che sono stati nei giorni scorsi, richiesti dalla Commissione Europea all’esecutivo italiano, quanto meno nella versione pubblicata sul quotidiano Il Sole 24 Ore del 9.11.2011 – ed è questo il risvolto più inquietante si chiede al governo Berlusconi di chiarire il riferimento alle “misure per rafforzare l’apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali”, contenuto nella lettera di fine ottobre, chiedendo di fornire maggiori dettagli, atteso che la Commissione avrebbe interpretato la frase “come una volontà di rimuovere le barriere all’ingresso per le professioni.”


Per la stragrande maggioranza degli ordini e collegi professionali italiani, l’unica barriera all’accesso è costituita dall’esame di Stato previsto dall’art. 33 della Carta Costituzionale, previo tirocinio non superiore al triennio, previsto dalla normativa comunitaria, esame di stato che si ritiene non possa essere oggetto di una abrogazione sic et simpliciter, ad opera di una norma di rango subordinato e senza l’adozione del procedimento necessario..


Stupisce che la Commissione Europea non abbia considerato sotto tale luce un problema che, a tutti coloro che si occupano con cognizione di causa delle questioni relative alla riforma degli ordinamenti professionali, è ben noto.


La Commissione ha proseguito poi chiedendo chiarimenti in ordine all’impegno dell’Italia ad abolire le tariffe minime nei servizi professionali, di cui, a detta della stessa, nella lettera di fine ottobre del governo Berlusconi, non si sarebbe fatto cenno.


 

 

CONSULTA DELLE PROFESSIONI DELLA PROVINCIA DI CUNEO


La Commissione Europea pare ignorare che le tariffe professionali non sono più obbligatorie ed inderogabili a far data dal 4.8.2006 con il famoso Decreto Bersani (D.L. 223/2006) e non si comprende per quale ragione logica, salvo la finalità di compiacere taluni poteri forti, le parti (professionista ed “utente”, nell’ambito della propria autonomia contrattuale) non possano neppure fare riferimento alla tariffa, seppure per concludere accordi derogatori della medesima, come detto possibili sin dal 2006.


Se questo è il livello di conoscenza dei problemi concernenti a riforma delle professioni italiane da parte delle istituzioni comunitarie, non resta ai professionisti tutti, o quantomeno a quelli che si riconoscono nella Consulta delle Professioni della Provincia di Cuneo, che sperare di poter fare affidamento su quella presa di coscienza da parte dei parlamentari di buon senso cui ha fatto cenno il Consiglio Nazionale Forense nella sua newsletter 42 del novembre 2011 ,per poter rimediare ad una manovra “ideologicamente indirizzata contro i professionisti italiani e quindi contro i cittadini e naturalmente a tutto vantaggio dei poteri forti”.


Stupisce che una manovra di tal genere, che consentirebbe la costituzione di società professionali anche con partecipazione maggioritaria di soci di capitale, rendendo assai probabile un mutamento radicale dell’assetto degli studi professionali italiani od una loro “colonizzazione”, con sovrapposizione di tendenzialmente egemoniche logiche capitalistiche, sia compatibile con l’ orientamento ideologico che il legislatore italiano sta esprimendo attraverso l’approvazione dello Statuto delle piccole e medie imprese, ove si favorisce l’adozione di misure finalizzate alla salvaguardia ed alla tutela di queste ultime che si ritengono l’ossatura del sistema economico italiano, finalità che appare invece del tutto negletta nel momento in cui si provvede a legiferare in materia di professioni intellettuali.


Bene ha fatto Gaetano Stella, Presidente nazionale di Confprofessioni, ad evidenziare che la manovra non ha esteso al settore professionale la possibilità di stipulare i cosiddetti contratti di rete, quelli sì in grado di consentire ai professionisti italiani di costituire organizzazioni in linea con le asserite richieste del mercato, senza snaturarne le caratteristiche peculiari, previste anche dai Costituenti, nell’interesse precipuo degli utilizzatori dei servizi professionali.


Mi duole ritornare a disturbare i destinatari di questa lettera che auspico possa essere oggetto di qualche attenzione nel momento in cui alla terza manovra in materia di professioni il legislatore intenderà dare corso e che, qualora mantenuta nella sua attuale conformazione, verrà dai professionisti – le cui Casse Previdenziali, dando ancora una volta segno del loro senso dello stato. stanno comperando massicciamente titoli pubblici - avversata con tutti i mezzi leciti consentiti dall’ordinamento,.

 

Mi dichiaro sempre disponibile, a nome e per conto della Consulta delle Professioni della Provincia di Cuneo, a fornire ogni chiarimento che fosse ritenuto del caso, nelle forme – ivi compreso un confronto personale – che parimenti saranno reputate opportune e porgo cordiali saluti.

CONSULTA DELLE PROFESSIONI DELLA PROVINCIA DI CUNEO

Avv. Claudio MASSA